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Il portale della Riscossione Coattiva

Questo portale intende essere una guida di semplice lettura, senza pretese di tecnicismo, per orientare i destinatari di atti della riscossione coattiva: a comprendere il contenuto dell'atto ricevuto; a conoscere gli strumenti per far valere i propri diritti in caso di errori della Pubblica Amministrazione; a comprendere quali sono i casi effettivi in cui ricorrere al contenzioso e quali quelli, invece, che li esporrebbero a ulteriori oneri e aggravi.

Impariamo a leggere l'ingiunzione

Clicca qui per scaricare un FACSIMILE con le spiegazioni

A quali tributi / entrate può riferirsi?

Il mancato pagamento di atti "prodromici" che hanno preceduto l'ingiunzione, può riferirsi a varie entrate:

ICI/IMU

TARSU/TARES/TARI/TIA

Violazioni al CODICE DELLA STRADA

ICP/T-COSAP: Altre Entrate.

FAQ

Fermo restando la verifica delle condizioni del comma 163, art. 1 della L. 296/2006, non è detto che sussista la decadenza.

Esempio: se la notifica fosse avvenuta a mezzo del servizio postale, il termine per perfezionare la notifica dell’atto deve essere riferito al momento in cui l’Ente ha affidato il plico al servizio postale, non a quello in cui il destinatario riceve l’atto; il tutto ai  sensi della lettera f, comma 27 dell’art.37 del  DL. 223/2006, convertito nella L. 248/2006: "Qualunque notificazione a mezzo del servizio postale si considera fatta nella data della spedizione; i termini  che  hanno  inizio dalla notificazione decorrono dalla data in cui  l'atto è ricevuto". Resta naturalmente fermo, per il destinatario, il principio del perfezionamento della notificazione solo alla data di ricezione dell'atto, attestata dall'avviso di ricevimento, con la conseguente decorrenza da quella stessa data di qualsiasi termine imposto al destinatario medesimo (es: ricorso o pagamento).

Ne consegue la tempestività del provvedimento notificato dall’Ente se, ad esempio l’atto - come può risultare dalla distinta di Poste Italiane - è stato affidato a Poste entro il 31.12.2019 e il destinatario lo ha ricevuto nel gennaio 2020.

 

L’ingiunzione fiscale può essere notificata dall’ente locale direttamente a mezzo posta, ai sensi della L. n. 265/1999, e per assimilazione alla cartella esattoriale, in ragione del disposto dell’art. 26 del D.P.R. n. 602/1973 (*).

Per la modalità di consegna a mezzo posta si seguono le procedure di cui al decreto ministeriale del 1° ottobre 2008.

Ovviamene è possibile notificare le ingiunzioni a mezzo Atti Giudiziari o a mezzo Messo comunale (anche abilitato ai sensi della L.296/2006).

(*) Articolo 26 D.P.R. n. 602/1973

Notificazione della cartella di pagamento.

La cartella e' notificata dagli ufficiali della riscossione o da altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge ovvero, previa eventuale convenzione tra comune e concessionario, dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale; in tal caso, quando ai fini del perfezionamento della notifica sono necessarie piu' formalita', le stesse possono essere compiute, in un periodo di tempo non superiore a trenta giorni, da soggetti diversi tra quelli sopra indicati ciascuno dei quali certifica l'attivita' svolta mediante relazione datata e sottoscritta. La notifica puo' essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento; in tal caso, la cartella e' notificata in plico chiuso e la notifica si considera avvenuta nella data indicata nell'avviso di ricevimento sottoscritto da una delle persone previste dal secondo comma o dal portiere dello stabile dove e' l'abitazione, l'ufficio o l'azienda.

L’atto che precede l’ingiunzione è un avviso di accertamento o un verbale o una diffida, regolarmente notificato e non pagato dal destinatario.

Circa la comunicazione preventiva del dettaglio della posizione debitoria, essa si applica alla fase esecutiva e cautelare e non all’ingiunzione che costituisce, invece, fase pre-esecutiva.

Ed infatti il comma 544, articolo 1 della Legge n. 228 del 24/12/2012 e ss.mm.ii. della L.160/2019, prevede:

In tutti i casi di riscossione coattiva di debiti fino a mille euroai sensi del  decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, intrapresa successivamente alla data di entrata in vigore della presente disposizione, salvo il caso in cui l'ente creditore abbia notificato al debitore la comunicazione di inidoneita' della documentazione ai sensi del comma 539, non si procede alle azioni cautelari ed esecutive prima del decorso di centoventi giorni dall'invio, mediante posta ordinaria, di una comunicazione contenente il dettaglio delle iscrizioni a ruolo .

L'adozione e vidimazione dell'ingiunzione è a cura del Funzionario Responsabile dell'Entrate.

Per la fase cautelare (fermo amministrativo ed ipoteca), non essendo esecuzione, basta il Funzionario responsabile dell'entrata.

Per la fase esecutiva (espropriazione mobiliare ed immobiliare) è necessario il Responsabile della riscossione.

Per il pignoramento presso terzi basta il Funzionario responsabile dell'entrata per ordinare il pignoramento, se il terzo pignorato non ottempera, però, è necessaria l'esecuzione.

(L'ordine al terzo di pagare è inteso che fase "pre-esecutiva" e, pertanto, non necessita del Responsabile della riscossione)

 

Le FUNZIONI del FUNZIONARIO RESPONSABILE DELLA RISCOSSIONE:

la notifica di ogni atto della riscossione

l’esecuzione mobiliare ed immobiliare

l’esecuzione dei pubblici incanti

l’eventuale esecuzionedel pignoramento presso terzi

LE FUNZIONI del FUNZIONARIO RESPONSABILE DELL’ENTRATA in materia di riscossione coattiva:

adotta (la vidima e la rende esecutiva) l’ingiunzione fiscale (il visto pretoriale è stato abolito dall’art. 229 della legge n. 51 del 1998)

adotta il preavviso di fermo amministrativo ed il fermo amministrativo

adotta l’ipoteca

ordina il pignoramento

Saranno attivate le procedure coattive previste dal Titolo II D.P.R. 602/1973 e s.m.i., nel rispetto degli importi minimi previsti per legge, e cioé, ove di volta in volta eseguibili in base all’ammontare delle somme ingiunte: pignoramento mobiliare, fermo amministrativo dei beni mobili registrati, pignoramento presso terzi, procedure immobiliari, con aggravio di spese e costi di procedura.
Sarà addebitata l’ulteriore quota “SPESE DI NOTIFICA ED ESECUTIVE” di cui alla lettera b) comma 803, art.1 della L. 160/2019, comprendente il costo della notifica degli atti e correlata all’attivazione di procedure esecutive e cautelari a carico del debitore, ivi comprese le spese per compensi dovuti agli istituti di vendite giudiziarie e i diritti, oneri ed eventuali spese di assistenza legale strettamente attinenti alla procedura di recupero.

Il procedimento di espropriazione di crediti del debitore presso terzi ha inizio con la notifica dell’atto di pignoramento di cui all’art. 543 c.p.c. al terzo e al debitore esecutato. In proposito, si osserva che le norme che disciplinano la notifica del predetto atto nell’espropriazione presso terzi non prevedono un ordine tassativo tra terzo e debitore.

In tal senso, il Ministero della Giustizia, con circolare 20 luglio 2011, ritiene consigliabile notificare l’atto di pignoramento prima al terzo, al fine di assicurare il credito da indebite tempestive sottrazioni da parte del debitore o preservarlo da contingenti vicende esterne al procedimento di espropriazione in questione.

Per rendere più efficace l’attività di riscossione, sia spontanea che coattiva, la legge di bilancio per il 2020 ha riformato il sistema di riscossione delle entrate locali (articolo 1, commi 784-815, legge 160/2019). In particolare, il comma 792 ha previsto che gli atti emessi a partire dal 1° gennaio 2020 devono contenere gli elementi utili ad assicurare che gli stessi, decorso il termine per la proposizione del ricorso, acquistino efficacia di titolo esecutivo, con possibilità di attivare le conseguenti procedure esecutive e cautelari senza dover più attendere la formazione e la notifica della cartella di pagamento o l’ingiunzione fiscale. Per gli accertamenti non pagati ed emessi prima del 1° gennaio 2020, gli Enti impositori dovranno emettere ancora l’ingiunzione.

 

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